LA CANTATRICE CALVA IONESCO PDF

La forma della domanda, in quel manualetto, rimaneva invariata; cambiavano le parole, come intercambiabili. Giungono a far loro visita introdotti dalla cameriera Mary i coniugi Martin. Tornano in scena gli Smith, vestiti come prima. Giunge un pompiere, in cerca di un incendio da spegnere.

Author:Kagabei Kazizshura
Country:Guinea-Bissau
Language:English (Spanish)
Genre:Marketing
Published (Last):11 September 2018
Pages:236
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ISBN:989-4-52120-618-6
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I personaggi sono sei: i coniugi Smith, i coniugi Martin, la cameriera Mary ed il pompiere. Gli Smith[ modifica modifica wikitesto ] Ionesco fornisce dettagli relativamente numerosi su questi personaggi, ma servono meno a caratterizzarli che a trasformarli in simboli metafisici.

Sono sposati, hanno tre figli: un maschio e due femmine. Riguardo al loro ambiente, evocato in particolare nella prima scena, fa pensare alla vita pacifica e monotona delle periferie delle grandi metropoli europee. La signora Smith deve essere vestita similmente. Vengono, di contro, ricordate le loro occupazioni. Mentre il signor Smith legge il giornale, sua moglie rammenda le calze. In contrasto con la loro vita stereotipata e monotona, i sentimenti che animano gli Smith sono caratterizzati dal cambiamento e dalla contraddizione.

Nelle scene 7 e 8 viene fuori un disaccordo riguardo al fatto se ci sia qualcuno o meno quando suona il campanello. Questo aspetto appare chiaramente alla fine della prima scena: alcuni momenti dopo il loro alterco, gli Smith fanno pace, la collera fa continuamente posto alla pacificazione.

Quindi tutto, i sentimenti come pure i comportamenti degli Smith, dipende dalle convenzioni sociali. Questo carattere stereotipato prende talvolta la forma del tic. La gentilezza e la cortesia che caratterizzano i loro rapporti con i visitatori, sono particolarmente significativi di questi automatismi sociali. Ma, sotto questa scorza, viene spesso fuori il vero volto delle persone, la profonda natura umana screpola quella facciata liscia e rassicurante.

Nonostante loro, gli Smith sono portati a manifestare la noia che li rode. Parlando di una famiglia di sua conoscenza, i Watson, la signora Smith afferma che ogni membro di quella famiglia porta indistintamente lo stesso nome, Bobby Watson.

Nel corso della quarta scena, numerosi dettagli ci permettono di abbozzare un ritratto toccante di questa coppia unita. Originari di Manchester, sono venuti a far un soggiorno a Londra e ne approfittano per far visita ai loro amici, gli Smith. Chiamati Donald ed Elizabeth, hanno una figlioletta di due anni, Alice. Nel corso della quarta scena, procedono ad una lunga enumerazione di bizzarre coincidenze e ne concludono che si conoscono e sono sposati.

Queste coincidenze hanno molteplici significati. Alla quinta scena, le fantasie del caso raggiungono il loro culmine. Tuttavia lei mostra una franchezza che provoca un effetto di rottura. Dopo essere scoppiata a ridere, piange, poi sorride. Mary svolge anche un altro ruolo: rivela gli equivoci di cui sono vittime i Martin quando pensano di scoprire di essere sposati, mostrano come la sorte si faccia beffa degli esseri umani. Mary svolge al tempo stesso il ruolo del coro della tragedia antica e quello del detective, Sherlock Holmes.

Fa ricorso, come gli altri personaggi di cui influenza il vocabolario, giochi di parole, comparazioni e metafore che rinviano al fuoco. Una grande importanza hanno gli orologi della stanza, che scandiscono il tempo: la pendola suona a caso rintocchi il cui numero cambia ogni volta.

Gli Smith si dirigono a cambiarsi. Infine alla porta compare un pompiere alla disperata ricerca di un fuoco da estinguere. I personaggi cominciano a parlare, a raccontare barzellette, poi a sbraitare ed infine, con la comparsa anche della cameriera, ad emettere suoni senza senso. Poi calano le luci. Il dramma ricomincia daccapo coi Martin al posto degli Smith: la signora Martin discute della favolosa cena inglese, mentre il signor Martin legge il giornale fumando la pipa, comodamente seduto in pantofole; infine cala il sipario.

La signora Smith inizia a parlare del suo ultimo pranzo. La signora Smith, proseguendo il suo discorso culinario, ha appena evocato il famoso yogurt di un droghiere rumeno, Popesco Rosenfeld, diplomato alla scuola dei fabbricanti di yogurt di Adrianopoli. Le considerazioni sullo yogurt incitano la signora Smith a parlare dei dottori.

Gli Smith disapprovano il ritardo dei loro invitati. Essi contraddicono quanto hanno precedentemente detto, lamentandosi di non aver mangiato, per tutta la giornata, niente e si ritirano per andarsi a vestire. Infine, prima di lasciare la scena, Mary rivela di essere Sherlock Holmes. Nel frattempo suona qualcuno alla porta. Ha suonato la terza volta, ma si era nascosto. Quindi, il pompiere offre i suoi servizi per spegnere eventuali incendi, poi racconta molti aneddoti incoerenti, alcuni molto brevi, altri molto lunghi e ingarbugliati.

Ma sembra che lei sia amica del pompiere. Le due coppie si scambiano luoghi comuni, sotto forme di proverbi o affermazioni incoerenti. Certo, sembra rispettarne le regole: mette in scena personaggi che si scambiano battute; adotta in un atto la divisione abituale, ripartendo la materia in undici scene; tiene conto delle caratteristiche proprie del teatro. La cantatrice calva mette in scena sei personaggi. Gli Smith e la domestica Mary, portano nomi palesemente inglesi. I Martin ricevono un patronimico internazionale, corrente tanto in Francia quanto in Inghilterra o in Italia, peraltro.

Ionesco procede dunque in modo prolisso. Le informazioni fornite sono volontariamente ambigue. Ionesco vi ricorre per fare da diversivo, per apportare qualche nota piccante, per rilassare il suo pubblico. Ma, ancora una volta, utilizza questa tecnica in una prospettiva di contestazione e demistificazione. Ionesco volge il colpo di scena in derisione, rendendolo incoerente. Ionesco si dedica a questo giochetto beffardo, in particolare, negli aneddoti che si raccontano i personaggi. Infatti, dopo la frenesia ritorna la calma iniziale.

Optando per una scenografia neutra, Ionesco mostra che gli Smith rappresentano la coppia media per eccellenza. Questi oggetti costituiscono elementi caricaturali, volti a sottolineare il conformismo della vita della coppia. In questo campo, Ionesco utilizza i procedimenti stereotipati: facendovi ricorso in modo caricaturale, demistifica il funzionamento del teatro tradizionale e ne rivela il carattere artificiale.

Ionesco, come nel teatro tradizionale, si applica coscienziosamente a notare, nelle didascalie queste entrate e queste uscite. Riprendendo anche le abitudini instaurate dal teatro classico del XVII secolo, Ionesco non lascia mai la scenografia vuota. Infatti, adottando una scena di transizione, almeno un personaggio della scena precedente si trova nella scena seguente. Certi sistemi teatrali, come quello dei classici del XVII secolo, rispondevano affermativamente.

Ionesco, nella Cantatrice calva, procede in modo volontariamente ambiguo. Di primo impatto, sembra che alla base del trattamento del tempo vi sia un certo realismo. Ionesco sembra invitare gli spettatori ad assistere a conversazioni che si svolgono in tempo reale.

Nel corso della prima scena, perde completamente il senso razionale del tempo, suonando in modo anomalo. Sono le ripetizioni e i ricominciamenti, che trasformano il personaggio in un essere dal comportamento ripetitivo di automa. Le indicazioni sceniche possono essere contenute nel testo pronunciato dai personaggi o nelle didascalie.

Ionesco privilegia queste ultime. La cantatrice calva non contiene indicazioni sceniche interne al dialogo. Danno precisazioni sui personaggi, rivelando atteggiamenti, mimica, sentimenti, destinatari particolari di certe battute o il carattere collettivo di certi interventi. Tuttavia, Ionesco altera questo funzionamento tradizionale. Sono colpiti da una sorta di psittacismo, disturbo mentale che consiste nel ripetere lemmi senza coglierne il significato.

Le convenzioni sociali permeano costantemente le parole dei personaggi. Queste convenzioni spiegano il vero fiorire di frasi stereotipate. I personaggi si appoggiano su queste espressioni della saggezza popolare, ma li rendono assurdi, modificandone certi termini.

Nella sua opera Ionesco fa la parodia del teatro tradizionale. Gli eccessi e lo sfalsamento che suppone questa andatura parodica sono portatrici di effetti comici. Ionesco cade volontariamente nella caricatura. Per rendere ridicoli i procedimenti del teatro tradizionale, forza la nota. Negli Smith o nei Martin, le stereotipie dei personaggi del teatro leggero sono portati al loro parossismo. Il pubblico, abituato a tali spettacoli, ride quando capisce le intenzioni satiriche di Ionesco.

Sono le stesse parole a contraddirsi. La maggior parte del tempo, i personaggi si comportano in modo contraddittorio: alla maniera dei clown, oscillano bruscamente da un atteggiamento ad un altro completamente opposto. I rintocchi non corrispondono ad alcuna logica. Vernois, Paul. La cantatrice chauve et La Lecon, Parigi,

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La cantatrice calva di Ionesco: riassunto

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La cantatrice calva

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